COMMISSIONI DI LAVORO 2003 - 2004

 
 

      

 
 

 

MORFOLOGIA

 

Il Rocciamelone è alto 3.538 m e si trova a soli 34 km dalla pianura. E' posto sulla città di Susa ed è interamente in territorio italiano; è ammontato da un ghiacciaio che scende verso la Francia.          

La parte bassa, sotto i 1200 - 1300 m di quota, è caratterizzato da terreni alluvionati da ripidi pareti che s'innalzano da esse, per dislivello di circa 800 m . Al di sopra dei 2500 m, ci sono delle zone accidentate e difficili da percorrere, infatti è costituito principalmente da alte pareti rocciose e da ripidi ghiaioni spesso instabili .

Dai 1300 - 1600 ai 2200 - 2500 m di quota è meno accidentato e sono presenti vasti  pendii  inclinati, dove si portano a  pascolare gli animali, zone boschive  con conifere e aree coperte da detrito di falda. In questa fascia si trovano alcuni villaggi montani, abitati solo nei mesi estivi, e molti alpeggi.

 

ë

 
 

FLORA E FAUNA

 

La maggior parte della montagna è coperta da un'estesa formazione di conifere che, al disopra dei 2200 m, cede il posto ai pascoli. Tra i 1000 m e i 1800 m dominano l'abete bianco e l'abete rosso e alcuni cespugli come la roverella . A quote più alte prendono il posto boschi di faggi, larici, cembri e pini silvestri. L'ambiente del bosco e delle radure è l'ideale per diverse specie di turdidi, incluso il merlo dal collare; numerosissimi sono gli esemplari  di cince. Tra i mammiferi, sono presenti volpi, scoiattoli, martore, cinghiali, cervi e i caprioli.

In assenza di grandi predatori (orso, lupo, lince), estinti da queste parti già alla fine del secolo scorso, i cervi e i cerbiatti sono aumentati notevolmente di numero .

  ë

 

 

STORIA

 

Gli antichi abitanti della Valle ritenevano il Rocciamelone una montagna sacra. Nessuno riusciva a scalarlo e i frequenti fulmini che impressionavano gli incauti alpinisti, erano ritenuti espressione violenta dell'ira di qualche divinità. 

A Susa, nei pressi dell'arco di Augusto, si trova un altare preistorico sul quale si immolavano le vittime agli Dei e i Vati (indovini) tentavano le previsioni della volontà degli Dei osservando il percorso del sangue attraverso i solchi e le Coppelle della roccia.

La prova che questa zona sacra fosse legata in qualche modo al Rocciamelone è data dal fatto che l'Arco di Augusto fu costruito nei pressi di questo altare primitivo, perfettamente in direzione della vetta.

Questo particolare non è certamente casuale, perchè altrimenti la direzione dell'Arco  sarebbe stata diversa, più in quadro cioè con la vecchia strada.

Alcuni studiosi hanno ipotizzato  che il suo nome primitivo fosse quello celtico "ROCK MAOL ".

I Celti, popoli antichissimi venuti dall'Oriente, erano soliti stabilire il culto religioso ai monti più alti.

Essi diedero il nome alle Alpi che dal vocabolario celtico <<ALP>> significa <<bianco>>.

Maol significa  sommità e forse questa indicazione prende spunto dalla più antica credenza che lo riteneva il monte più alto d'Europa.

Altri studi più recenti, hanno detto che prima dei Celti, gli abitanti del luogo (Liguri), abbiano chiamato il monte <<Roc Mulun>> o << Roc Mulè >>.

I Romani la utilizzarono il nome in <<Mons  Romuleus >> dedicando la vetta a Giove, trasformandola così in un nuovo Olimpo .

Anche il Medio Evo portò la sua impronta e verso il secolo XI il monte viene indicato come <<Monte Rotuleo>>.

In cima al Rocciamelone si trova una cappelletta, chiamata cappella - rifugio S. Maria.

Nel secolo XVIII alcuni fedeli costruirono una cappella in legno sulla base di quella più antica scavato nella roccia di Bonifacio Rotario. Essa, essendo di legno, versava in pessime condizioni. Così il canonico Tonda, nel 1895, ne decise la ricostruzione più a levante. La cappella, usata per celebrare la messa, in caso di cattivo tempo, serviva anche da rifugio-dormitorio.

Nel 1913 essa fu distrutta a causa di un incendio, così, il Vescovo di Susa Mons. Giuseppe Castelli, e Mons. Tonda pensarono di ricostruire una nuova cappella - rifugio in muratura, in modo che fosse più sicura.

L'Associazione alpinistica, "Giovane Montagna" nata nel 1914 aderì all'iniziativa.

La prima guerra mondiale, purtroppo,ne impedì la ricostruzione e solo il 15 agosto 1920 Mons. Castelli diede ufficialmente inizio ai lavori. Questa cappella si inserì perfettamente nell'ambiente.

Il Vescovo  Umberto Rossi, nel 1923, inaugurò e benedisse la cappella in punta al Rocciamelone.

 

  ë

 

 

LA MADONNA DEL ROCCIAMELONE

 

Il 28 agosto 1895, fu effettuato dalla compagnia di Nostra Signora del Rocciamelone, un pellegrinaggio e, proprio in quella data, nacque l'idea di innalzare una statua in punta alla montagna: questo sarebbe stato il monumento più alto dedicato a Maria.

Fu però un'impresa molto impegnativa costruire la statua perchè la cima della montagna arriva ai 3538 m e a quel tempo i sentieri erano poco segnati e bisognava ancora trovare qualcuno che avrebbe pagato il costo dell'opera.

Il professore Giovanni Battista Ghirardi che insieme a Monsignor Tonda era membro della Compagnia di Nostra Signora del Rocciamelone, ebbe un'idea: la Madonna doveva essere opera di tutti i bambini d'Italia e non dei ricchi.

L'annuncio "Ascoltatemi bambini"  scritto sul periodico "Innocenza" si diffuse molto velocemente suscitando esaltazione tra la gente. L'articolo chiedeva ai piccoli lettori di contribuire all'innalzamento della statua della Madonna.

L'idea di costruire una statua venne tradotta in realtà dallo scultore Antonio Stuardi che realizzò un modello in gesso nelle dimensioni naturali.

La statua venne fusa in bronzo nel maggio del 1899 a Milano e, dato il  suo peso 650 kg e la sua altezza 3 m venne divisa in otto pezzi.

Nella notte del 26 luglio fu portata da 70 uomini sulla vetta del Rocciamelone e il 27 incominciarono i lavori di scavo nella roccia per gettare le fondamenta del monumento.

Il 12 agosto la statua venne collocata sulla vetta e il 28 agosto 1899 avvenne la solenne inaugurazione.

 

ë

 

 

LEGGENDE

 

Un primo racconto, tratto da "Chronican Navalicenese" racconta di un Re, di nome Romuleo o Romolo, che colpito dalla lebbra, cercò rifugio e benessere sul monte  oggi conosciuto come Rocciamelone.

Come tutti i Re, Romuleo era ricco,molto ricco e non potendo lasciare incustodito il suo patrimonio, lo nascose in una grotta sulla cima della montagna .

Molti Valsusini furono attratti dall'idea del tesoro e tentarono di raggiungerlo ma, respinti da un cattivo tempo alimentarono la credenza che fosse difesa dal diavolo in persona.

Nella metà del X secolo anche il Conte e Marchese di Torino, Arduino il Glabro, dopo aver sconfitto i Saraceni in Val di Susa e aver fatto costruire il castello di Avigliana, decise di recuperare il mitico tesoro, attratto dalla curiosità e dall'avidità.

Pensando che la montagna fosse stregata, salì portando con sé una croce di legno, dell'acqua santa e alcuni sacerdoti.

Ovviamente non riuscì a trovare nulla e neppure a raggiungere la cima: questo incrementò la diceria popolare che la vetta fosse sede di diavoli e spiriti maligni.  

 

ë

 

 

ITINERARI TURISTICI

 

Tre sono gli itinerari per raggiungere la vetta : dalla Valle di Susa , da quella di Lanzo e dalla Maurienne, in Francia. Da Susa la salita per il rifugio Cà d'Asti è la più praticata e semplice, tuttavia è possibile arrivare alla vetta del monte passando anche dalla Novalesa: questa è un po' più lunga ma offre bellissimi panorami. Dalla Valle di Lanzo si può scalare il monte partendo dalla Malciaussià per arrivare al Rifugio Talzetti: l'itinerario più alpinistico, da effettuare preferibilmente in due giorni, passando per Colle di Resta, attraverso il Glacier de Rochemelon.

E' possibile salire il Rocciamelone anche dall'Haute Maurienne -Besans per il Volon du Ribon, in 6 -7 ore.

 

ë

 

 

BONIFACIO ROTARIO

 

 

Protagonista della storia del Rocciamelone è Bonifacio Rotario, originario di Asti e appartenente ad una famiglia molto potente .

Mentre i Cristiani combattevano sotto lo stemma della Croce, Bonifacio Rotario fu incatenato e minacciato a morte crudele se non rinunciava alla sua fede di Cristiano.

Esso si rivolse alla regina del cielo promettendole, che se avesse ricevuto la grazia di essere liberato avrebbe  portato un Trittico di bronzo raffigurante la sua immagine, sopra la più alta cima dei monti che circondavano il Piemonte innalzandovi una cappella. La Madonna accettò la sua proposta, ed il prigioniero fu liberato dalle sue catene e poté rivedere la patria.

Fedele alla promessa, Rotario, diede inizio ai lavori. Egli però fece un errore di valutazione, infatti, non sono poche le cime che superano in altezza il Rocciamelone.

Si crede che abbia scelto questo monte proprio perchè ritenuto Sacro.

 

ë

 

 

IL TRITTICO DEL ROCCIAMELONE

 

Il trittico in bronzo, anticamente dorato, rappresenta l'immagine della Madonna del Rocciamelone. E' costituita da una lastra centrale, più ampia che tiene unite le lastre laterali. La tavola centrale raffigura Maria seduta su un ampio trono, con una corona in testa e fra le braccia tiene il Bambino Gesù. Nell'anta destra è raffigurato un Santo barbuto, probabilmente S. Giovanni Battista, che presenta alla Madonna un guerriero con le mani giunte in atto di supplica. Esso è sicuramente Bonifacio Rotario. Sull'anta di sinistra si vede S. Giorgio a cavallo avvolto in una armatura che con una lunga lancia trafigge la gola del drago infernale.

Nella parte inferiore del Trittico si legge, una scritta latina che si traduce:

QUI MI HA PORTATO BONIFACIO ROTARIO, CITTADINO D'ASTI, IN ONORE DEL SIGNORE NOSTRO GESU' CRISTO E DELLA BEATA MARIA VERGINE, NELL'ANNO DEL SIGNORE 1358, IL GIORNO 1° DI  SETTEMBRE.

 

ë

 

 

POESIA

 

            Quando bufere maestrali

             e roboanti epoche in cammino

             scavavano nel tempo

             le loro impronte

             e il sangue delle vittime

             copioso rosseggiava

             in tristi coppelle,

             agli occhi dei druidi,

      imponente, dirupo inviolato,

       tu dominavi le paure e le speranze.

      Sguardi atterriti, imploranti,

      fissavano il tuo volto terrificante

      di divinità pagana,

      <<Roc Mulè>>.

      Ma tu sapevi anche di pace

      grandiosa e assorta

      quando all'occhio

      offrivi, in mite stagione,

      il tuo spettacolo incomparabile

      di immensità appartata

      <<Romuleus antiquus>>.

      Poi vennero i giorni dell'esplorazione

      e i tuoi fianchi conobbero

      le carezze, le ferite le soste

      e le sorsate di vita dell'uomo.

      Ardente ascoltava i tuoi messaggi

      il pastore, mentre la luna

      nel suo ricercar domani,

      vegliava il solitario abituro

      e il segreto germinar delle spore.

      ...E venne da lontano Rotario

      e ti elesse, prediletto

      tu, esploratore del cielo; 

      tu, torre inespugnata,

      tu, roccaforte della speranza,

      e tabernacolo di fede.

      Correva l'anno del Signore 1358...

      Da allora scomparve per sempre

      la congrega del mistero

      e la tua storia passò agli annali.                     

  Laura Grisa

 

 

ë                                                        

 

 

25.10.2009